Teresa Regna

ISS - I.ncredibili S.egreti S.tellari

Cini, Di Sante, Pinto, Salmaso, Regna

ISS - I.ncredibili S.egreti S.tellari di Chiara Cini, Salvatore Di Sante, Michele Pinto, Luca Salmaso, Teresa Regna - (copertina di Michele Scarpone)

Da sempre gli scienziati prendono ispirazione dai romanzi di fantascienza per le loro invenzioni. Con questa raccolta cinque autori di Science-Fiction prendono ispirazione dal lavoro degli scienziati per i loro racconti.
In particolare al centro della scena troviamo la Stazione Spaziale Orbitante, i suoi occupanti italiani, la scoperta di nuovi pianeti, l'orto spaziale, la tecnologia indossabile e molto altro.
Fantastici pomodori spaziali sono al centro di "Astrodetective" di Luca Salmaso. Le implicazioni di una chiavetta USB con all'interno documenti riservati vengono raccontate da Teresa Regna in "Diario di Bordo". Un poco simpatico ragno marziano è il protagonista de "L'ultima missione della ISS" di Salvatore di Sante. Un carillon regalato dalla madre ad una astronave è al centro di "Dialogando tra le stelle" di Chiara Cini. Una ragazza maniaca di informatica e del suo cellulare intercetterà un misterioso segnale dalle stelle in "Debby" di Michele Pinto.
Dedicato a chi lo spazio lo ha vissuto.

Scheda
Titolo: Dialogando tra le Stelle
Autori: Chiara Cini, Salvatore Di Sante, Michele Pinto, Luca Salmaso, Teresa Regna
Copertina: Michele Scarpone
ISBN: 978-88-99147-37-2
Formato: epub, mobi e pdf
Prezzo: 1,99€
Lunghezza a stampa: 90 pagine
Genere: Fantascienza
Recensioni: Anobii, Goodreads, Bookville, Booklikes e Zazie

Compralo subito:

Lo trovi anche nella tua libreria di fiducia:
Omniabuk, Amazon, IBS, Google Play, Kobo, iBooks, Mediaworld, Libreria Ebook, BookRepublic, Book University, 9am...
Novità: disponibile anche cartaceo su Lulu a 7,99€ (+ imposte, + spedizione)

Support independent publishing: Buy this book on Lulu.

Clicca qui o manda una mail a info@wizardsandblackholes.it chiedendo di iscriverti alla newsletter. Ti avvertiremo all'uscita di ogni nuovo libro.

Luna Piena di Teresa Regna

Teresa Regna

Luna Piena di Teresa Regna - (copertina di Michele Scarpone)

Dopo la monografia sui draghi la Maestra italiana del Fantasy, Teresa Regna, torna con una raccolta di racconti interamente dedicata al mostro più temuto: il licantropo!
Racconti che con la consueta delicatezza fanno saltare ogni schema mentale che imbriglia i nostri amici ricoperti di pelo in ruoli preconcetti e donano loro caratteristiche e sentimenti molto più che umani.

Scheda
Titolo: Luna Piena
Autore: Teresa Regna
Copertina: Michele Scarpone
ISBN: 978-88-99147-36-5
Formato: epub, mobi e pdf
Prezzo: 1,99€
Lunghezza a stampa: 40 pagine
Genere: Fantasy
Recensioni: Anobii, Goodreads, Bookville, Booklikes e Zazie

Text trailers: Campeggio (di T. Regna)

Compralo subito:

Lo trovi anche nella tua libreria di fiducia:
Omniabuk, Amazon, IBS, Google Play, Kobo, iBooks, Mediaworld, Libreria Ebook, BookRepublic, Book University, 9am...

Clicca qui o manda una mail a info@wizardsandblackholes.it chiedendo di iscriverti alla newsletter. Ti avvertiremo all'uscita di ogni nuovo libro.

L’alchimista

di Teresa Regna

L’uomo procedeva adagio, inoltrandosi lungo il sentiero che conduceva all’amba, dalla parte opposta del villaggio, senza alcuna fretta. Il vento impetuoso, proveniente dal deserto, faceva svolazzare la tunica candida, mentre la sabbia che mulinava intorno a lui penetrava fin dentro il burnus.
Efraim, per nulla infastidito dal vento, si fermò per un attimo, passò la mano libera sugli occhi socchiusi, per liberarli dai granelli di sabbia che minacciavano di accecarlo, poi riprese il cammino interrotto.
Appeso al braccio destro portava un cesto, piuttosto grosso, contenente ciò che gli occorreva per portare a termine il compito che si era prefisso. Gli strumenti che aveva avvolto in un panno pulito affinché non si deteriorassero, perdendo parte dei loro poteri, avevano un peso irrisorio ma un immenso valore.
Giunto in prossimità della caverna che costituiva la sua meta, proseguì con cautela, tentando di rimanere sottovento. Se la preda avesse fiutato il suo odore sarebbe stato in pericolo di vita.
Sorrise tra sé: gli sembrava di sentire ancora le raccomandazioni che Betheda gli aveva indirizzato quando era uscito, quella mattina. – Sta’ attento, dovunque tu sia diretto. Desidero che torni a casa sano e salvo. La moglie non era una gran bellezza, ma la amava immensamente, e ne era ricambiato.
Efraim afferrò, a colpo sicuro, la fiala contenente il veleno. Per precauzione, ne aveva preparato una dose tripla di quella che gli sarebbe stata sufficiente. La tenne con la sinistra, lontano dal corpo per non esserne contaminato, e si avvicinò all’imboccatura della caverna. Abbandonato il comportamento circospetto, si mosse in fretta, supportato dalla determinazione che era parte del suo carattere.
Gettò la fiala con il veleno oltre la grossa apertura naturale, e attese che producesse i suoi effetti nefasti. Una fiamma esile serpeggiò sul terreno pietroso, poi si estinse.
– Il drago è morto – disse l’uomo, ad alta voce, quasi ad esorcizzare il pericolo che aveva corso.
La caverna, pur essendo molto ampia, pareva quasi rimpicciolita dal corpo di dimensioni gigantesche, ormai senza vita, che vi giaceva disteso. Il drago era verde brillate, con le ali rossastre, e le unghie gialle, snudate ad artigliare il terreno pietroso in un ultimo spasimo prima della fine.
Estratto il coltello affilato, Efraim si accinse a portare al termine il suo compito. Scalò le zampe per arrivare alla testa, e incise la carne con un taglio netto. La draconia era lì, immersa nel grigiore del cervello, e splendeva come un immenso rubino.
Discese fino a toccare di nuovo il pavimento della caverna, tenendola in mano come una reliquia, la poggiò a terra ed estrasse dal cesto l’ampolla contenente la sua arma più potente. Non l’aveva usata prima per non rischiare di danneggiare la draconia, ma ora intendeva far sparire le prove dell’uccisione del drago. 
Versò  sul cadavere l’intero contenuto dell’ampolla, e osservò per pochi attimi il fumo azzurro che da esso si sprigionava. Avrebbe voluto rimanere ad assistere alla dissoluzione del drago, ma un’ombra si profilò sul terreno sabbioso, appena oltre l’imboccatura della caverna. Qualcuno lo stava osservando.
Richiuse l’ampolla, la posò nel cestino, e avvolse in tutta fretta la draconia nel panno che aveva portato con sé, adagiandola accanto agli strumenti da alchimista. Voleva evitare che si venisse a sapere, al villaggio, che aveva ucciso un drago e preso la sua draconia, per cui corse fuori come il vento e imboccò il sentiero che costeggiava l’amba. 
Non si era accorto che, al di sotto del corpo del drago, che si stava dissolvendo a poco a poco, si intravvedevano tre uova.
http://wizardsandblackholes.it/?q=draconia

Draconia di Teresa Regna

Draconia

 Draconia di Teresa Regna - (copertina di Fabio Pistolesi e Michele Scarpone)

La Maestra italiana del Fantasy, Teresa Regna, torna con una raccolta di racconti interamente dedicata all'animale mitologico più amato e temuto: il drago! Racconti che con la consueta delicatezza fanno saltare ogni schema mentale che imbriglia i nostri amici ricoperti di scaglie in ruoli preconcetti e donano loro caratteristiche e sentimenti molto più che umani.

Novità: disponibile anche cartaceo su Lulu a 7,99€ (+ imposte, + spedizione)

Clicca qui o manda una mail a info@wizardsandblackholes.it chiedendo di iscriverti alla newsletter. Ti avvertiremo all'uscita di ogni nuovo libro.

Puoi recensire questo libro su Anobii, Goodreads, Bookville, Booklikes e Zazie.

ISBN: 978-88-99147-26-6

Text trailers:
L'alchimista (T. Regna)

L'Apprendista

di Teresa Regna

La discussione con la madre gli aveva lasciato l’amaro in bocca. Eppure era una Lappone, e fino a qualche anno prima viveva nelle lande innevate del nord, che aveva lasciato soltanto per sposare suo padre.

Rolfus sollevò le spalle, e scosse leggermente la testa: bisogna portare pazienza, con gli adulti. La consuetudine vuole che abbiano sempre ragione, anche quando non gradiscono che i figli seguano il sentiero adatto a loro.

Anche se aveva soltanto dodici anni, non riusciva ad essere noncurante, come tutti i suoi coetanei, nei confronti dei genitori. Ogni discussione lo scombussolava fin nel profondo. Il maestro diceva che era un bene, perché dimostrava la sensibilità che ogni sciamano dovrebbe possedere. Lui, però, non ne era proprio convinto.

Accantonò i pensieri molesti e raggiunse a passo di marcia la casa in legno chiaro, leggermente discosta dal villaggio. Con sua enorme sorpresa, vide che la porta d’ingresso era spalancata. Superò la soglia con un balzo e si introdusse nella casa.

– Buona giornata, maestro – salutò, compito, il ragazzino.

Non ricevette risposta. Tornò sui suoi passi, bussò con discrezione, e ripeté il saluto.

– Buongiorno anche a te – disse, questa volta, l’uomo basso e tarchiato che sedeva di fronte al focolare spento. – Noto con piacere che non hai dimenticato le regole della buona educazione – ridacchiò.

– La porta era aperta… - cominciò Rolfus, tentando di giustificarsi.

Venne interrotto dalla mano aperta del maestro. – Non importa: hai rimediato subito dopo. Invitò l’apprendista a sedere accanto a lui con un cenno, e annunciò – Oggi comincerai ad imparare il canto rituale più importante, indispensabile per la buona riuscita di ogni incantesimo maggiore. Si chiama jojk e somiglia all’ululato del vento quando attraversa la foresta.

Il ragazzo non riuscì a mettere da parte la sua innata curiosità. – Perché mai devo imitare il suono del vento? – chiese.

Lo sciamano scosse la testa per manifestare la propria disapprovazione. – Non dovresti essere tanto curioso – lo ammonì, in tono severo. Afferrò i tamburi, che erano accostati alla parete, e li posizionò uno davanti a sé e l’altro davanti all’apprendista. I suoi movimenti erano stati così rapidi e fluidi che Rolfus quasi non si era accorto che si fosse alzato. – Per questa volta farò un’eccezione – affermò, mentre il suo viso rugoso si distendeva in un’espressione benevola. – Il jojk è una delle armi più potenti di uno sciamano poiché lo aiuta a divenire un tutt’uno con la natura. Ricorda che tra qualche anno non soltanto dominerai gli elementi, ma sarai parte di essi. All’occorrenza, potrai trasformarti in un animale, un vegetale o un minerale, e viaggiare nel vento che non hai molta voglia di imitare. Terminata la spiegazione, cominciò a battere con le mani aperte sul tamburo consunto, che possedeva da anni e anni.

A capo chino, Rolfus batté a sua volta sul tamburo seminuovo che un giorno gli sarebbe appartenuto. Quando udì lo strano canto che usciva dalla bocca del maestro, si bloccò per un attimo, interdetto. Si riscosse quasi subito, e provò ad imitare quella serie di suoni discordanti con la sua voce ancora da bambino.

Lo sciamano smise di cantare e suonare. – Così non va – lo avvertì. – Devi tenere le labbra vicine ma non serrate, e prendere il fiato dal profondo del petto. Riprova – lo esortò.

Il ragazzino obbedì, ma dalle sue labbra uscì soltanto un suono strozzato da animale ferito.
http://wizardsandblackholes.it/?q=losciamano

Pages