Salvatore Di Sante

Estate a Geamar

di Salvatore Di Sante

L'estate era alle porte nel reame di Geamar e per gli studenti di Hoguar iniziavano le vacanze. Gli Pterfoi planavano sospinti da una brezza vivace (per la gioia di Jacob che perdeva pomeriggi a osservarli) e i ruscelli mormoravano dolcemente, screziati dal riverbero del sole. Thearyn intrecciava pensosa delle margheritine mentre sbirciava Leorlas che si allenava con l'arco.
Aveva superato a pieni voti l'esame di «Magia Bianca» e si apprestava a diventare una brillante strega nonché una bellissima donna.
Avrebbe dovuto baciarlo? Che ci voleva in fondo, chiudeva gli occhi e... ma lui non sembrava...
Leorlas era suo compagno di banco dall'inizio delle superiori. Carino come la maggior parte degli elfi: lineamenti aggraziati, fluenti capelli biondi e occhi sfuggenti di un verde acceso che quando ti fissavano sapevano incantarti. E se n'era accorta, Thearyn, la mattina che le aveva chiesto di uscire: una passeggiata in riva al fiume e merenda con sidro e torta di lamponi. Ed eccoli lì. In verità in quattro anni di scuola non è che avessero parlato tanto. Leorlas passava il tempo libero con gli amici discutendo di caccia e degli allenamenti in combattimento e Thearyn preferiva intrattenersi con le compagne a disquisire di vestiti e pozioni. Ma ultimamente si era accorta che lui la osservava più del solito, per poi distogliere subito lo sguardo se lei lo fissava. Le si era accesa la curiosità di conoscere meglio quel ragazzo taciturno che le sedeva accanto da sempre ma di cui sapeva poco o niente. Finché come un fulmine a ciel sereno era arrivata quella domanda. Lei che stendeva il bucato in giardino e lui che sorprendendola alle spalle:
- Ti va di uscire?
Stesa sul prato vagava per libere associazioni: amore, margherita m'ama non m'ama, farfalle, baciarsi... quando un pensiero la riportò alla realtà: un altro amore, di un mondo lontano, in un tempo parallelo. Tirò fuori dallo zaino il Palantìr (1) che portava sempre con sè e lo adagiò sull'erba. Fu tentata di chiamare Leorlas ma presa da uno strano imbarazzo ci ripensò e decise che quel momento sarebbe stato solo suo. Incrociò le gambe e chiuse gli occhi. Sussurrò la formula muovendo le mani intorno al globo perlaceo che iniziò a risplendere sempre più intensamente.
L'avevamo lasciato sull'isola della Scimmia con un biglietto in tasca. Sul biglietto un nome e un indirizzo: «Bardack Road, Londra.» Anche quel pirata aveva un amore da vivere.
- Montru al mi!(2) - esclamò aprendo gli occhi. All'interno della sfera vorticò un magma di nuvole da cui iniziarono a prender forma dei volti. Riconobbe Jake. Sorrideva a una donna. Bellissima, con spumeggianti ricci biondi e occhi smeraldo come quelli di Leorlas; anche lei gli sorrideva.
- Ti amo, Eva - un sussurro. Poi si amalgamarono in un lungo abbraccio e si baciarono, finché la visione non sfumò in un vortice di colori. All'improvviso, dopo un'esplosione di luce, il faccino di un neonato. Dormiva succhiandosi il pollice, sulla culla era appuntato un fiocco rosa. Poi ancora un flash e un viso a campeggiare sul Palantìr: una ragazzina. Gli occhi della madre e i capelli del padre.
- Chi è? - Leorlas la fece sobbalzare, come quella mattina con il bucato.
- La figlia del pirata. Una fanciulla con strabilianti poteri che vivrà un'avventura fantastica... e voi? Volete vedere? - continuò Thearyn agitando le mani intorno alla sfera magica.
 - Montru al li nun!(3)
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1) I Palantíri (al singolare Palantír), chiamati anche Pietre Veggenti e Pietre Vedenti, sono manufatti di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.
2) Le formule magiche che Thearyn recita sono in Esperanto. Significa «Mostrami ora!»
3) Traduzione: «Mostra loro ora!»

Una strana pergamena

di Salvatore Di Sante

L'anziano professore inclinò leggermente il capo per soppesare la vastità del pubblico al di sopra delle minuscole lenti circolari. Osservando l'Aula Magna gremita non poté trattenere un sorrisetto compiaciuto, mentre si schiariva la voce con un colpo di tosse. Qualche flash saettava già e dalla penombra di un corridoio laterale, come un elefante dalla nebbia, emergeva la sagoma di un'imponente cinepresa.
Sul telo avvolgibile accanto alla cattedra dell'oratore apparve l'immagine ingigantita di una pergamena.
- Questa, esimi colleghi, è la sensazionale scoperta che la mia troupe - lisciandosi la barba indicò quattro uomini e due donne in camice bianco - ha rinvenuto una settimana fa nei pressi dell'antica Babilonia.
Un tenue brusio si levò dalla platea, mentre qualcuno dalle file più lontane si sporgeva o si aggiustava gli occhiali per ghermirne i dettagli.
- Si tratta di un diario, per così dire, scritto da Alessandro Magno, il grandissimo conquistatore che come saprete in soli dodici anni estese il suo dominio a tutto l'impero Persiano, dall'Asia Minore all'Egitto, fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India. L'idioma è il greco, vado a tradurre.
Si schiarì di nuovo la voce e attaccò: - Mentre mi accingevo a pianificare una spedizione contro i Cossei, gli Dei mi rapirono e mi condussero a un'isola su cui si ergeva un monte a forma di testa di scimmia. Dovetti affrontare nemici che mai vidi prima d'ora: creature soprannaturali malefiche, dalle sembianza umane ma dai corpi luminosi e cangianti. Sparavano saette di luce come Giove scaglia il fulmine. La mia lancia e il mio arco erano misera cosa e se mi fu concesso di far ritorno in patria e aver salva la vita fu solo grazie all'aiuto del Dio-Lupo che mi ha affiancato in battaglia. Anche se le ferite che ho riportato non mi lasciano molto tempo, temo.
La platea iniziò a farsi rumorosa, i più si scambiavano occhiate perplesse o incredule.
- Vi prego signori, fatemi finire. Il bello deve ancora arrivare - ammonì gesticolando il vegliardo. Calò un silenzio carico d'attesa.
- La datazione al carbonio-14 ha fornito risultati eclatanti. Sono state rilevate due diverse varianti dell'isotopo, una risalente al trecentoventitré avanti Cristo, l'anno appunto della morte di Alessandro, e l'altra risalente invece al millesettecentoventiquattro dopo Cristo. Sì, avete capito bene. Osservate - disse poi zumando sulla pergamena - Due sole parole non sono in lingua greca, ecco: Jake Robinson. È un pirata inglese vissuto nel diciottesimo secolo che, secondo la leggenda, fu il primo licantropo nella storia d'Europa. Vedete qui, questo passaggio: Alessandro lo cita come Il migliore. Lo stesso epiteto che ricorrerà nel suo testamento.
- Vuole dire che sarebbe questo Jake il successore indicato da Alessandro in punto di morte e che nessuno seppe riconoscere? E' per questo che il suo impero si è sfaldato? - vociò uno spilungone con gli occhiali tendendo il più possibile la mano col microfono.
- Ritengo inoltre - riprese il professore - che il mistero sulle cause della morte di Alessandro si infittisca ulteriormente: non più malaria o avvelenamento o pancreatite da abuso di alcol... Fece una pausa, rivolse un sorriso benevolo agli astanti abbracciandoli con un gesto, poi continuò in tono suadente: - Pazientate amici miei, se volete conoscere la verità non vi resta che leggere qui: http://www.wizardsandblackholes.it/?q=isignoridellacaccia

La Caccia II: I Signori della Caccia di Salvatore di Sante

Copertina I Signori della Caccia

 La Caccia II: I Signori della Caccia di Salvatore di Sante - (copertina di Michele Scarpone)

Sull'isola della Scimmia la Caccia continua spietata: il pirata Jake e le orde di malcapitati spediti laggiù sono costretti a lottare ogni giorno per la sopravvivenza. Una fanciulla elfica, sbagliando una pozione teletrasporta se stessa e l'anziano insegnante sull'isola. Riusciranno a smascherare gli Artefici delle violenze e a porre fine al macabro Gioco?

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ISBN: 978-88-909710-5-1
Text-trailers:
Una strana pergamena
(S. di Sante)
Gli Amici Ritrovati
(S. di Sante)
L'appuntamento (S. di Sante)
Un Vecchio Cimelio (S. di Sante)
L'Ultimo Saluto (S. di Sante)
Ciao Jake! (S. di Sante)

La Caccia I: La Caccia

La Caccia di Salvatore Di Sante

Copertina Sogni

 La Caccia di Salvatore Di Sante - (copertina di Michele Scarpone)

1724 - Isola della Scimmia. Queste sono le coordinate in cui una misteriosa razza aliena ha organizzato una caccia spietata radunando persone ed entità provenienti da altri posti ed altri tempi. Marco è uno di loro. Riuscirà a sopravvivere e a tornare al suo tempo?

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ISBN: 978-88-909710-2-0
Text Trailers:
A volte (raramente) ritornano (S. di Sante)
Storie di Filibustieri (S. di Sante)
Volando col vecchio John (S. di Sante)
Visita ai nonni (S. di Sante)
Ufo a casa Robinson (S. di Sante)

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