Libanesi

di Franky Kaone

L'interlocutore arrivò con la puntualità di un treno tedesco, ma non era ariano e neanche ferroviere, disse di essere nato e vissuto per molto tempo in Libano, ma i continui disordini politici di quel paese lo avevano spinto a trasferirsi in un posto più tranquillo. Era un signore di media età, magro, non molto alto, viso scavato, occhi scuri; il professor Fayman lo fece accomodare nel suo studio e quando si tolse il cappello apparve una testa lucida senza capelli. Fu il libanese, dopo i convenevoli di rito, ad introdurre l'argomento per cui aveva voluto quell'incontro.
- Forse le sono sembrato abbastanza ostinato nel richiedere con tanta caparbietà questo incontro, ma vedrà che troverà molto interessante la chiacchierata che andremo a fare.
Fayman ascoltava incuriosito.
- Mi dica allora come posso esserle utile.
- Bene! Veniamo al dunque! Ciò che sto per dire le suonerà strano, ma ho assolutamente bisogno della sua collaborazione, faccia attenzione a cosa accade in questa stanza, disse estraendo da una tasca della giacca qualcosa che sembrava un comune cellulare, mi dica cosa vede se guarda la parete alla sua destra?
- Il mio quadro preferito: il 'Cenacolo' di Leonardo da Vinci. È solo una banale copia, come lei certamente saprà, l'originale è stato dipinto su una parete del refettorio di Santa Maria delle Grazie, a Milano, per commissione del duca Ludovico il Moro, verso la fine del quindicesimo secolo.
- Splendida opera! Chi sono i commensali?
- Gesù ed i suoi apostoli.
- Lei sa che c'è chi sostiene che l'apostolo alla sinistra di Gesù non sia un uomo, ma che si tratti di Maria Maddalena?
- Si conosco la versione del 'Codice da Vinci', ma forse sono solo fantasie, chi può dirlo con certezza?
- Chiediamolo all'interessata.
- Sta scherzando?
- Guardi il quadro!
- Per favore! Non sarà mica venuto per farmi perdere tempo, guardi che il mio tempo è prezioso.
- Lei non può immaginare quanto lo sia di più il mio, guardi verso la parete!
Fayman girò svogliatamente la testa come a significare "ora ti accontento, ma poi chiudiamo qui".
Invece non poteva credere ai suoi occhi: davanti al quadro era comparsa, in carne ed ossa, la figura di una donna con lunghi capelli biondi e le stesse vesti riprodotte sul quadro. Fayman guardò il quadro, poi riguardò la donna, ed ancora il quadro: era la stessa immagine.
- Notevole! Esclamò. Credo che nel suo lavoro lei sia uno dei più bravi, ma io sono un fisico e faccio un lavoro completamente diverso, non vedo come posso esserle utile, ne come lei lo possa essere a me.
- Lasci che le spieghi! Mia moglie ha fatto recentemente una scoperta sensazionale, una cosa che potrebbe avere ripercussioni a livello universale. Ha scoperto come un raggio di luce può essere piegato.
- È un fatto che avviene in natura per effetto delle forze gravitazionali senza destare nessuna sensazionalità. Perché la scoperta di sua moglie sarebbe tanto sensazionale?
- Perché le distorsioni gravitazionali avvengono lontano da noi e non hanno effetti pratici sulla nostra vita, mentre la nostra invenzione può avere applicazioni pratiche sulla quotidianità.
- Ad esempio?
- Mi permetta una premessa. Sà cosa succede quando l'acqua trova un grosso ostacolo sul suo cammino? Succede che lo avvolge tutto intorno formando due flussi che si ricongiungono dietro. Se al posto dell'acqua mettiamo un fascio di luce e come ostacolo poniamo un particolare materiale capace di deflettere, badi bene non riflettere, la luce, quest'ultima si comporterà esattamente come l'acqua: avvolgerà l'ostacolo (che non si vedrà più) per illuminare ciò che si trova oltre (che sarà ciò che rimarrà visibile).
- Ma non esiste un tale materiale, tutto ciò che la luce incontra viene illuminato e reso visibile. È un processo irreversibile. È come quando uno scultore tira fuori dalla roccia l'immagine che vi era imprigionata, così la luce scolpisce la realtà, liberandola dal buio.
- Certo, secondo il senso comune del pensiero, ma chi può dire che sia veramente così, in fondo tutto è relativo! Tornando alla sua obiezione posso dirle che esiste un materiale capace di deflettere la luce. È un materiale costruibile in laboratorio e può essere spalmato come una comune vernice su qualsiasi oggetto rendendolo invisibile. Adesso guardi verso la parete a sinistra del quadro, vede qualcosa?
- Assolutamente niente, solo la parete.
- Guardi meglio. All'altezza delle teste dei commensali, dovrebbe individuare due minuscoli punti neri, sono i forellini del mantello invisibile attraverso i quali la mia collega può vederci. Ora si toglierà il mantello, e lei potrà vederla.
Così avvenne sotto gli occhi ormai rassegnati di Fayman.
- Salve, ci siamo già incontrati? Disse la donna, rivolgendosi al professore con un sorriso.
- Immagino più spesso di quanto non potessi credere! Vorrà scusarmi se non sapevo che era invisibile. Rispose Fayman con ironia.
- Vede questa specie di telecomando? Disse il libanese mostrando l'oggetto rettangolare che prima aveva estratto dalla tasca della giacca. Serve a deviare la luce quel tanto che basta a rendere invisibile il primo oggetto che incontra nella propria direzione. Guardi se io lo punto in direzione di quella parete e lo attivo, la parete scompare e lei può vedere cosa c'è oltre.
- Interessante! Ma, se queste sono vostre invenzioni, perché le mostrate a me e non alla comunità scientifica secondo le procedure di rito?
- Credo sia giunto il momento di farle un'altra rivelazione.
- Sentiamo.
- Non siamo libanesi.
- E... da dove venite allora?
- Da molto più lontano.
- Lontano quanto?
- Anni luce!
- Continua a scherzare?
- No! Ci guardi bene, le sembra uno scherzo?
Mentre l'interlocutore diceva questo i suoi occhi e quelli della compagna si illuminarono e divennero dolcissimi, i due volti avevano assunto dei lineamenti stupendi.
Fayman ebbe una fortissima emozione, poi svenne. Per lui "l'onda del tempo" era ancora una cosa inconcepibile!